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Sovraindebitamento: perchè scegliere il percorso giusto conta quanto chiedere aiuto

Quando stipendio, pensione o reddito non bastano più a sostenere debiti e spese essenziali, affrontare una rata alla volta può diventare insufficiente. Serve una valutazione complessiva.

Gli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza possono offrire un percorso per gestire il sovraindebitamento. Non esiste però una soluzione identica per tutti: la scelta dipende dalla natura dei debiti, dalle risorse disponibili e dai requisiti della persona.

La possibilità di accedere a questi strumenti rende ancora più importante evitare gli errori che possono ostacolare la pratica.

Primo errore: scegliere la procedura prima di analizzare i debiti

Le procedure previste dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza per le persone fisiche sono quattro: accordo di ristrutturazione dei debiti del consumatore, liquidazione controllata, concordato minore e esdebitazione dell’incipiente. Tutte hanno presupposti differenti. La distinzione tra debiti personali, familiari e legati all’attività professionale o imprenditoriale è decisiva.

La disciplina, anche dopo il correttivo del 2024, richiede attenzione alla qualifica del debitore e alla natura delle obbligazioni da regolare.

Per questo, il primo passo deve essere una diagnosi documentata della situazione, non la promessa di una cancellazione dei debiti.

Secondo errore: presentare informazioni incomplete

Ricostruire la situazione significa raccogliere debiti, beni, redditi, spese familiari e atti di disposizione rilevanti. La documentazione richiesta comprende elementi che permettono di valutare sia il patrimonio sia la capacità di pagamento.

Dimenticare un creditore o non spiegare un movimento patrimoniale può rendere necessarie integrazioni e complicare l’istruttoria. La trasparenza è parte del percorso.

Terzo errore: proporre un piano che la famiglia non può sostenere

Una rata apparentemente conveniente può essere comunque eccessiva se non tiene conto delle spese necessarie per vivere.

La valutazione deve considerare il rapporto tra reddito, bisogni familiari e pagamenti proposti. Per accedere alle procedure, inoltre, esistono condizioni ostative, tra cui aver determinato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode.

Un’analisi professionale aiuta a ricostruire le cause della difficoltà e a formulare una proposta coerente con la situazione reale.

Quarto errore: credere che la domanda blocchi automaticamente i pignoramenti

Con le procedure di sovraindebitamento è possibile ottenere Nella ristrutturazione dei debiti del consumatore, la sospensione di esecuzioni, pignoramenti e intimazioni da parte dei creditori.

Tuttavia, avviare il percorso non equivale, da solo, a ottenere protezione. Se ci sono azioni esecutive in corso, tempi e richieste devono essere valutati tempestivamente poiché la sospensione opererà a partire dalla sentenza di omologa del piano da parte del Tribunale competente.

Quinto errore: non distinguere i ruoli dei professionisti

Il consulente del debito può aiutare a organizzare le informazioni e valutare le alternative. L’Organismo di composizione della crisi (OCC), svolge le funzioni previste dalla legge; il giudice decide sui provvedimenti di propria competenza. L’assistenza legale interviene secondo le esigenze della pratica.

È quindi importante sapere chi farà cosa, quali costi sono previsti e come verranno seguite le diverse fasi.

Ripartire da una valutazione seria

Affidarsi a professionisti non significa ricevere una garanzia di successo. Significa ridurre gli errori evitabili, verificare i requisiti e scegliere una strada sostenibile.

Se i debiti stanno assorbendo il reddito e non riesci più a gestirli, contatta Puntozero per una valutazione preliminare.

Comprendere la propria situazione è il primo passo per individuare un obiettivo realistico e il percorso necessario per raggiungerlo.

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