PIGNORAMENTO MOBILIARE: come funziona e come evitarlo?

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Pignoramento mobiliare: secondo l’art. 2740 del Codice civile il debitore risponde dell’adempimento delle proprie obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Il pignoramento mobiliare trova quindi fondamento nel principio di responsabilità patrimoniale. Come funziona e come evitarlo?

Tempo di lettura: 10 minuti

PIGNORAMENTO MOBILIARE

creditori che non abbiano ricevuto il pagamento dei propri crediti da parte del debitore possono avvalersi, e normalmente è ciò che accade, dell’espropriazione forzata.

L’espropriazione forzata è il procedimento esecutivo giudiziario che ha a oggetto i beni del debitore che gli vengono sottratti al fine di soddisfare il creditore mediante la loro vendita o assegnazione.

Se i beni oggetto di espropriazione sono immobili, si parla di espropriazione immobiliare, mentre in caso di beni mobili si parla di espropriazione mobiliare: presso il debitore (arredioggettiauto, etc.); presso terzi (stipendiopensioneconto corrente, etc.).

In questo articolo, tratto dalla rivista online Condominioweb, ci occuperemo dell’espropriazione mobiliare, in particolare presso il debitore.

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PIGNORAMENTO MOBILIARE: REGOLE GENERALI

PIGNORAMENTO MOBILIARE: IL TITOLO ESECUTIVO

Il creditore che intenda soddisfare il proprio credito mediante il procedimento di espropriazione forzata, sia che i beni da aggredire siano mobili o immobili, deve preliminarmente notificare il titolo esecutivo (ossia il titolo che attesta l’esistenza del credito) e il precetto ossia l’atto con cui intima al debitore il pagamento entro dieci giorni delle somme a lui dovute pena l’esecuzione forzata.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: L’ATTO DI PRECETTO

L’atto di precetto deve contenere quanto previsto dall’art. 480 del Codice di procedura civile, al quale è stato aggiunto con l’art. 13 del Decreto legge 83/2015 convertito in legge n. 132/2015, un ulteriore requisito, pena l’irregolarità dell’atto, ossia l’avvertimento che il debitore può, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal Giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: I TERMINI PER L’INIZIO

Trascorsi 10 giorni senza l’adempimento da parte del debitore dell’obbligo indicato nel precetto, il creditore potrà avviare la procedura esecutiva che va iniziata entro 90 giorni dalla notifica del precetto pena l’inefficacia dello stesso.

Trascorsi infatti 90 giorni dalla notificasenza avvio della procedura di espropriazione forzata, il precetto diviene inefficace e va rinnovato ossia va notificato un nuovo precetto.

L’espropriazione forzata inizia con il pignoramento (art. 491 Codice di procedura civile).

PIGNORAMENTO MOBILIARE: COME FUNZIONA?

La procedura di espropriazione mobiliare presso il debitore è disciplinata dagli articoli 513 e seguenti del Codice di procedura civile.
Munito di titolo esecutivo e di precetto, l’ufficiale giudiziario inizia la ricerca delle cose da pignorare.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: LA RICERCA DEI BENI

La ricerca avviene nella casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti. Può anche ricercarle sulla persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro.

Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l’esecuzione del pignoramento, l’ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze richiedendoquando occorrel’assistenza della forza pubblica.

Il Presidente del Tribunale o un giudice delegato, con decreto e su ricorso del creditore, può anche autorizzare l’ufficiale giudiziario a pignorare cose delle quali il debitore può direttamente disporreanche se non si trovano in luoghi a esso appartenenti. In ogni caso, l’ufficiale giudiziario può pignorare le cose del debitore che il terzo possessore consente di esibirgli.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: LA SCELTA DEI BENI

Nella scelta delle cose da pignorare, l’ufficiale giudiziario deve preferire le cose che ritiene di più facile e pronta liquidazione, nel limite di un presumibile valore di realizzo pari all’importo del credito precettato aumentato della metà.
In ogni caso deve preferire il denaro contante, gli oggetti preziosi e i titoli di credito e ogni altro bene che appaia di sicura realizzazione.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: BENI MOBILI IMPIGNORABILI

Ci sono beni mobili che sono impignorabili in assoluto.

Lo prescrive l’articolo 514 del Codice di procedura civile che contiene un preciso elenco di cose che non si possono assolutamente pignorare: le cose sacre e quelle che servono al debitore all’esercizio del culto; segue un elenco di cose che garantiscono al debitore il sostentamento suo e della sua famiglia, beni fondamentali quali i vestiti, la biancheria, il frigorifero, gli utensili della cucina etc.; beni che il debitore ha l’obbligo di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio e poi le lettere, gli scritti di famiglia.

Sono assolutamente impignorabili anche gli animali d’affezione o da compagnia tenuti presso la casa del debitore o negli altri luoghi a lui appartenenti, senza fini produttivi alimentari o commerciali, nonché gli animali impiegati ai fini terapeutici o di assistenza del debitore, del coniuge, del convivente o dei figli; compiendosi, in tal modo, un ulteriore passo di civiltà nella difesa degli animali domestici.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: IL VERBALE DELL’UFFICIALE GIUDIZIARIO

Delle sue operazioni, l’ufficiale giudiziario redige verbale nel quale dà atto dell’ingiunzione, descrive le cose pignorate, nonché il loro stato mediante rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di riproduzione audiovisiva, determinando il presumibile valore di realizzo anche mediante un esperto estimatore scelto dal creditore, se ritenuto utile.

Se lo ritiene opportuno, l’ufficiale giudiziario può differire le operazioni di stima fino al termine perentorio di trenta giorni.

Nel verbale è fatta relazione anche delle disposizioni date per la conservazione delle cose pignorate.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: IL FASCICOLO DELL’ESECUZIONE

Compiute le operazioni, l’ufficiale consegna senza ritardo al creditore il verbale, il titolo esecutivo e il precetto.

Entro 15 giorni dalla consegna (pena l’inefficacia del pignoramento) il creditore deposita nella cancelleria del tribunale competente per l’esecuzione, la nota di iscrizione a ruolo con le copie conformi degli atti ricevuti dall’ufficiale giudiziario. La conformità di tali copie è attestata dall’avvocato del creditore.

Il cancelliere al momento del deposito forma il fascicolo dell’esecuzione a cui assegna un numero di ruolo.

PIGNORAMENTO MOBILIARE: LA VENDITA DEI BENI PIGNORATI

Si procede così con la vendita o l’assegnazione dei beni pignorati che non possono farsi se non decorsi 10 giorni dal pignoramento, salvo che si tratti di cose deteriorabili delle quali può essere disposta la vendita o l’assegnazione immediata.

Il giudice dell’esecuzione dispone se la vendita vada fatta al pubblico incanto (asta) o mediante l’istituto di vendite giudiziarie.

Non oltre la prima udienza fissata per l’autorizzazione della vendita o per l’assegnazione oppure non oltre la data di presentazione del ricorso, nel caso in cui il valore dei beni pignorati non superi i 20.000 euro, possono intervenire altri creditori che vantano un diritto di credito nei confronti del medesimo debitore.

Fonte:  condominioweb.com

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